Il caso studio
Era il 3 giugno e stavamo facendo il nostro quarto incontro, uno di quelli che servono a sistemare i pezzi che ancora non girano.
Ho aperto come apro sempre, chiedendogli i numeri della settimana appena passata.
Lui invece di darmeli si è messo a ridere, e mi ha detto una cosa che nessun cliente mi aveva mai detto a quel punto del percorso…
“Per me il percorso è già finito. Cosa dobbiamo fare adesso?”
Otto settimane prima, davanti alla stessa telecamera, quello stesso uomo mi aveva detto che per lui era una questione di vita o di morte.
Chi è Marco Ascari
Marco Ascari fa investimenti immobiliari da dieci anni: flipping, aste, saldo e stralcio, frazionamenti, cambi di destinazione d’uso.
Ha lavorato con i soldi suoi, con quelli della banca e con quelli degli investitori privati.
Conosce il mestiere dal lato in cui si sbaglia e si paga.
Non è uno che ha letto un libro e si è messo a insegnare. È uno che le operazioni le chiude.
La prima volta che ha provato a fare le cose in grande gli è andata malissimo, e non per poco.
Era arrivato a un passo dal costituire un fondo in Lussemburgo.
Poi è arrivato il Covid e quel progetto se l’è portato via, insieme a una marea di soldi suoi.
Si è preso un anno sabbatico e ha ricominciato da capo.
Quando ha deciso di portare online quello che sapeva fare, ha fatto la prima cosa che fanno quasi tutti gli imprenditori seri.
Ha cercato qualcuno di competente a cui darlo in mano.
Queste sono parole sue, registrate qualche mese fa:
“Da imprenditore ho provato ad affidarmi a varie agenzie di marketing, ma sono state tutte quante dei buchi nell’acqua. Tutte quante mi dicevano che erano massimi esperti nel mio settore. Poi durante il lavoro vedevo che i risultati tardavano ad arrivare, perché c’era poca chiarezza e non conoscevano il mio target di cliente.”
Allora ha fatto la seconda cosa che fanno quasi tutti, quella che sembra sempre la più sensata dopo una delusione…
Se l’è messo a fare da solo.
Si è costruito il funnel, la video sales letter, le automazioni, i tag, il corso gratuito da otto ore che regalava per far entrare i contatti.
Registrava, montava, scriveva le email, chiamava le persone e chiudeva le vendite. Tutto lui, da solo, dentro la stessa giornata.
E la frase con cui riassume quel periodo è la più onesta che gli ho sentito dire:
“Da soli si fa fatica ad andare da qualsiasi parte.”
Ma prima che ti parli dell’esperienza insieme, lascia che spenda due parole per presentarmi…
Sono Mario Olivelli e da Settembre 2023 a oggi ho contribuito direttamente a generare oltre 12 milioni di euro di fatturato in oltre 15 settori dell'Infobusiness italiano.
Tra i miei clienti ci sono:
- Roberto Re — il performance coach numero 1 in Italia
- Marco Postiglione — formatore numero uno in Italia per la formazione imprenditoriale per centri estetici
- Alfio Bardolla — fondatore dell’unica scuola di educazione finanziaria quotata in Borsa Italiana
- Mik Cosentino — uno dei pilastri dell'Infobusiness italiano, che ha generato oltre 30 milioni di euro nel settore dal 2014 a oggi
- Marco Bussa, il più grande formatore per saloni parrucchieri in Italia
- Simone Rossi, il riferimento italiano per gli agenti immobiliari
Sono specializzato nell’aiutare i business di formazione e consulenza a crescere in maniera rapida e snella, incassando di più senza doversi sovraccaricare di costi inutili.
Cosa c'era sul tavolo il 15 aprile
Alla nostra prima call gli ho chiesto i numeri veri, come faccio con chiunque si sieda davanti a me.
Lui me li ha letti dalla dashboard uno per uno, senza addolcirne nessuno.
Costo per contatto: 3,25 euro.
Percentuale di persone che si presentavano davvero alla chiamata fissata, nel mese di marzo: 96,4%.
Conversione sui contatti: 0,8%.
E poi il numero che pesa più di tutti gli altri messi insieme…
54 appuntamenti fatti. Tre vendite.
Rileggi quelle due righe, perché lì dentro c’è tutto il senso di questa pagina.
Un costo per contatto di 3,25 euro in un mercato come il suo è un ottimo costo, non un costo da sistemare.
Una percentuale di presentazione del 96% è quasi irreale, e io in giro ne vedo pochissime così.
Vuol dire che il traffico entrava, che le persone rispondevano, e che poi si presentavano davvero.
La macchina che portava le persone funzionava già.
Marco aveva passato mesi a cercare la falla dentro la pubblicità…
E la falla stava da tutt’altra parte.
Ti è mai capitato di sistemare per mesi la cosa che funzionava già?
“Non ci capisco più niente”, mi disse quel giorno. E poco dopo, con un’altra voce: “sono tre mesi che ci lavoro, è una questione di vita o di morte.”
La cosa che abbiamo cambiato
Non abbiamo toccato le campagne, non abbiamo cambiato piattaforma, non abbiamo alzato il budget e non siamo andati a cercare il trucco nuovo di quest’anno.
Abbiamo lavorato sull’offerta…
Cioè il posto in cui quasi nessuno guarda, perché sembra la parte già risolta.
Quella che aveva sul tavolo era un percorso da 4.000 euro con accesso a vita ai materiali e alle sessioni di gruppo.
Sembra generosa, e infatti la prima cosa che gli ho chiesto è stata di toglierlo, quell’accesso a vita…
Ti lega le mani per sempre e ti impedisce di vendere qualunque altra cosa a quella persona negli anni successivi.
Poi abbiamo riscritto cosa stava comprando davvero la persona dall’altra parte dello schermo.
Non più un corso da guardare quando hai tempo.
Sei mesi in cui ci siete lui e te, una chiamata a settimana, sulle tue operazioni vere e nella tua città.
E per bloccare il posto bastano 200 euro.
La differenza l’ha vista prima lui di me, e alla terza call me l’ha spiegata con parole sue:
“Il tipo di offerta dà molte meno frizioni. Quando gli dico che siamo io e te per sei mesi, loro non vedono una possibilità di fallimento.”
Poi ha aggiunto una cosa che in una call di consulenza nessuno confessa.
Che quel percorso a lui pesava, che doveva ritagliarsi il tempo di erogarlo, e che in chiamata era il cliente a dover convincere lui.
E vendeva di più.
Sai perché?
Non è una tecnica di vendita. È quello che succede a chiunque nel momento esatto in cui smette di avere bisogno di quella singola vendita.
Quello che è successo dopo
Le campagne le ha riaccese il 12 maggio, con lo stesso budget ridicolo di prima, intorno ai 40 euro al giorno.
Sette giorni dopo, il 19 maggio, ha chiuso la prima vendita.
Il 20 maggio, alla nostra terza call, aveva speso 300 euro in tutto.
Mi ha letto i numeri con la calcolatrice in mano: sette appuntamenti fissati, tre fatti, due venduti, 42,85 euro per appuntamento.
Poi si è fermato un attimo e ha detto: “il funnel converte.”
Il 3 giugno, alla quarta call, la spesa pubblicitaria totale era arrivata a 717 euro in ventidue giorni di campagne accese.
Quattro appuntamenti…
Quattro vendite. 16.000 euro di contratti firmati.
I soli acconti versati per bloccare il posto gli avevano già ripagato tutta la pubblicità.
E le campagne le aveva spente…
Non perché avessero smesso di funzionare, ma perché l’agenda era piena e non sapeva più dove mettere le persone che continuavano a prenotare.
“Non ho mai avuto problema di vendere così bene, anche se faccio tutto io.”
Marco era da solo in una stanza, con quattro contratti firmati e 717 euro spesi in pubblicità.
E alla quarta call si era già ripagato il percorso che stava ancora facendo.
Una persona sola, un’offerta scritta come si deve, e un mese in cui la pubblicità si ripaga da sé mentre l’agenda si riempie.
Cosa portarti a casa da questa storia
Marco non ha cambiato mestiere, perché le operazioni immobiliari le sapeva già fare meglio di chiunque gliele volesse insegnare.
Non ha cambiato canale: Facebook era lo stesso, il pubblico era lo stesso, il budget era ridicolo prima ed è rimasto ridicolo dopo.
Non ha nemmeno cambiato il prezzo, che era 4.000 euro ad aprile ed era ancora 4.000 euro a giugno.
Ha cambiato quello che c’era dentro quei 4.000 euro, e ha smesso di dare la colpa alla parte del sistema che stava già facendo il suo lavoro.
Questa è tutta la differenza, e vale anche per te mentre leggi.
Se sei fermo da mesi, quasi sempre stai stringendo la vite sbagliata.
E la stringi con la stessa convinzione del primo giorno.
Il pezzo rotto quasi mai è quello che stai guardando…
E finché lo guardi, quello vero continua a costarti clienti ogni settimana.
Se ti sei riconosciuto in questa storia, devi sapere che InfoScaling è il percorso di consulenza uno-a-uno che ho fatto con Marco, e che faccio con un numero chiuso di persone per volta.
Ecco cosa succede dal primo giorno:
La prima settimana parte con una call di Assessment di un’ora e mezza, nella quale analizziamo la tua situazione e quella del tuo business.
Prima della call di Assessment ti faccio compilare un questionario dettagliato: CAC, storico del fatturato, funnel attuale, obiettivi, ciclo economico del business.
La call dura un’ora e mezza. Non do per scontato nulla: voglio sentirtelo spiegare con le tue parole, perché è lì che emergono le cose che nessun questionario riesce a catturare.
Da lì lavoriamo su Discord con risposte entro 48 ore lavorative, e un Drive condiviso dove carico tutti i materiali: i miei framework per la ricerca di mercato, il meccanismo unico, la VSL, il funnel, il processo di hiring.
Non ti vendo una consulenza vuota: ti do gli strumenti operativi che ho costruito e testato in anni di lavoro sul campo.
Con me lavora anche Giovanni Brienza (detto “GB”) un consulente senior che ha avuto un ruolo chiave nei lanci che negli ultimi due anni hanno generato oltre 13 milioni di euro nel settore.

GB sarà la prima persona con cui parlerai. Analizzerà la tua situazione e ti dirà con onestà se InfoScaling fa per te, e se ci sono le condizioni per lavorare insieme.
Poi ti affiancherà come tutor per tutta la durata del percorso. Nessun passaggio di mano, nessuna perdita di contesto. Chi ti seleziona è lo stesso che ti segue fino alla fine.
Sono fiero di aver aiutato Marco a costruire un sistema funzionante in poche settimane, e di aver dimostrato che validare veloce, spendere poco e misurare tutto è la strada più intelligente che esista. Ci tengo che anche tu abbia risultati che mi rendano fiero.
Ma attenzione: i posti per InfoScaling sono limitati. Ho già l’agenda già quasi piena con:
- l'agenzia MarketX
- la gestione delle aziende accelerate da MX Accelerator
- i percorsi di consulenza già avviati.
Come puoi immaginare questo tipo di lavoro richiede attenzione vera e personalizzata, che non è scalabile all’infinito.
Se vuoi approfondire come funziona il percorso InfoScaling, ti invito a guardare il video di presentazione Codex10 che rivela come sbloccare i 10 colli di bottiglia più comuni nell’Infobusiness.
Clicca qui per guardare il video di presentazione Codex10
Marco è entrato il 9 aprile.
Il 3 giugno mi ha detto che poteva bastare così.
Tu cosa stai aspettando?
Mario Olivelli
Spingere Sempre




